FARMACOGENETICA
Scienza che studia il ruolo dell’ereditarietà nella risposta
individuale al farmaco,e i polimorfismi dei singoli geni coinvolti nel
metabolismo di un farmaco. Analizza le differenze individuali in termini di
risposta al farmaco. Obiettivi finali di uno studio di farmacogenetica: Personalizzare la terapia del paziente
in cura; Aumentare l’efficacia del farmaco; Ridurre la possibilità di comparsa
di effetti collaterali.
Un polimorfismo e’ una variazione della sequenza del
DNA che avviene con una elevata frequenza (ogni 300-500 bp), ha un'incidenza
nella popolazione dell'1% o maggiore. In alcuni casi puo’ determinare una
variabile fenotipica (es. colore degli occhi).
Le varianti geniche più comuni sono i polimorfismi
caratterizzati da sostituzioni di singoli nucleotidi (SNP). La sostituzione
nucleotidica, che modifica il codone amminoacidico, può alterare la struttura,
la stabilità e l'affinità verso il substrato della proteina. Il secondo tipo
principale di polimorfismo sono le indel (inserzioni/delezioni di basi).
Quando un polimorfismo interessa la sequenza codificante un
citocromo, può causare una risposta farmacologica inaspettata: inefficacia
terapeutica, interazioni farmacocinetiche, tossicità. Le principali conseguenze
farmacocinetiche e cliniche del polimorfismo genetico sono:
·
metabolizzatori lenti che causano: una
diminuita inattivazione del farmaco (esagerata risposta), un accumulo del
farmaco (tossicità), una ridotta formazione di metaboliti attivi (inefficacia
terapeutica) nel caso dei profarmaci
·
metabolizzatori rapidi che in caso di
somministrazione di farmaci provocano interazioni farmacocinetiche
·
metabolizzatori ultrarapidi che possono
causare: aumentata inattivazione (inefficacia terapeutica) e aumentata
formazione di metaboliti attivi (tossicità)
Le principali isoforme polimorfiche sono:
·
Il CYP2C9 è l’’isoenzima più
rappresentato d ella sottofamiglia del CYP2C ed in particolare costituisce
circa il 15 % degli isoenzimi del CYP450 a livello epatico. Esso catalizza
l’’idrossilazione dell’S-enantiomero del farmaco anticoagulante warfarina,
farmacologicamente più potente dell’enantiomero R, , con formazione di
metaboliti inattivi. Responsabile anche del metabolismo delle statine.
L’inibizione di tale isoforma può pertanto portare a conseguenze clinicamente
importanti.
·
Il CYP2C19 costituisce circa il 4 %
degli isoenzimi del CYP450 a livello epatico. E’ stato evidenziato che circa il
3-5 % dei Caucasici e l’8 %-23 % degli Orientali è privo di tale isoenzima in
seguito ad una mutazione genetica. Il CYP2C19 catalizza il metabolismo di clopidogrel,
degli antidepressivi imipramina, amitriptilina, clomipramina, citalopram e
moclobemide, così come quello del diazepam, del desmetildiazepam,
dell’omeprazolo, del proguanil, e della mefenitoina. L’attività dell’enzima
sembra essere sensibile all’età.
·
Il CYP2D6 è uno dei più importanti
isoenzimi coinvolti nel metabolismo ossidativo dei farmaci e sebbene sia
quantitativamente uno dei meno rappresentati (< 5 % del totale), catalizza
l’ossidazione di più di 30 farmaci (antidepressivi triciclici, neurolettici,
antiaritmici, beta-bloccanti, antitussivi). Il CYP2D6 è presente in
concentrazioni minori, oltre che a livello epatico, anche nel cervello dove
riveste particolare importanza per l’elevata affinità dimostrata verso composti
quali la cocaina ed altri stimolanti centrali.
FARMACOGENOMICA
Scienza che studia l’intero genoma individuale, identifica i
profili genetici individuali di ogni singolo paziente al fine di:
1.Identificare nuovi geni bersaglio per
terapie innovative
2.Prevedere la risposta ai principi attivi
somministrati
3.Personalizzare la terapia del paziente in
cura
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