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Farmacologia: Ipertensione 3

B-BLOCCANTI
Sono farmaci che agiscono sulla regolazione del circolo attraverso vari meccanismi quali la riduzione della contrattilità miocardica, della frequenza cardiaca e della gittata cardiaca. Un'importante conseguenza dell'impiego dei β-bloccanti è il blocco dei recettori β del complesso iuxtaglomerulare, determinando una ridotta secrezione di renina e pertanto, una ridotta produzione di Angiotensina II (ATII).
Gli antagonisti dei recettori differiscono dagli agonisti parziali per quanto riguarda la farmacocinetica e gli effetti collaterali. Gli antagonisti, infatti, abbassando la pressione, causano una risposta riflessa da parte delle resistenze periferiche che ristabiliscono gradualmente i valori pretrattamento o lievemente inferiori. Gli agonisti parziali con attività simpaticomimetica intrinseca, invece, producono una minore riduzione della frequenza cardiaca a riposo e della gittata; vasodilatano parzialmente le arteriole renali e polmonari (agendo come agonisti parziali anche dei β2) diminuendo l'azione delle resistenze perferiche.


Farmacocinetica → Molti farmaci di questa  famiglia vengono assorbiti bene se somministrati oralmente; il picco della concentrazione avviene dopo 1-3 ore dopo l'ingestione.
Questi antagonisti sono distribuiti rapidamente; Propanololo e Pentbutolo sono molto lipofili e attraversano la barriera emato-encefalica rapidamente.
Molti antagonisti hanno un'emivita che va dalle 3 alle 10 ore. Un'eccezione è l'esmololo che ha un'emivita pari a 10 minuti poiché è assorbito e idrolizzato molto velocemente. Propranololo e Metoprololo vengono metabolizzati dal fegato, e compaiono nelle urine immodificati. Sono stati riscontrati casi di polimorfismo al gene del CYP2D6; questo è il responsabile delle differenti clearance tra pazienti. Atenololo, Celiprololo e Pindololo non vengono metabolizzati completamente. Nadololo viene escreto con le urine immodificato e ha l'emivita più lungo di tutti gli antagonisti (più di 24 ore). L'emivita del Nadololo è prolungata in caso di insufficienza renale.
L'eliminazione dei farmaci come il propranololo può essere prolungata in caso di patologie al fegato, diminuito flusso sanguigno al fegato o nel caso di inibizione degli enzimi epatici.
Si può notare che gli effetti farmacodinamici di questi farmaci sono spesso prolungati rispetto al tempo previsto dall'emivita.


       


Tossicità → Gli effetti avversi possono verificarsi in diverse sedi:
·         Sistema Cardiovascolare. Questi farmaci possono causare o aggravare l'insufficienza cardiaca in pazienti predisposti. Causano la bradicardia che spesso può portare a bradiaritmie rischiose (bisogna fare particolare attenzione in caso di assunzione di verapamil o agenti antiaritmici).
Possono verificarsi vasculopatie periferiche, oppure la Sindrome di Raynaud (cianosi delle dita, la cui ripetizione nel tempo può portare a gangrena).
·         Funzionalità broncopolmonare. Gli effetti collaterali sono principalmente collegati al blocco dei recettori β2 sulla muscolatura liscia bronchiale., che provocano broncodilatazione. I farmaci infatti causano broncospasmo. Di conseguenza i pazienti affetti da asma dovrebbero evitare l'assunzione di questi farmaci.
I selettivi per β1 o quelli con attività simpaticomimetica intrinseca sui β2 sembrano avere meno probabilità di indurre broncospasmo, ma la selettività di questi farmaci è modesta.
·         SNC. Sono stati riscontrati senso di affaticamento, insonnia, allucinazioni e depressione.
·         Metabolismo. L'insulino-resistenza e dislipidemia sono effetti avversi pericolosi soprattutto per pazienti diabetici, i quali dovranno assumere questi farmaci con molta cautela. Possono provocare ipoglicemia.
·         Altro effetto avverso è l'impotenza riscontrata in alcuni uomini.

La sospensione improvvisa dell'assunzione durante un trattamento cronico può indurre un'aumentata sensibilità agli agonisti dei recettori β, con conseguente peggioramento di angina (se presente) e aumento del rischio di morte improvvisa.

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