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Farmacologia: Ipertensione 5

n  2 VASODILATATORI DIRETTI
I vasodilatatori diretti riducono la pressione attraverso il rilassamento della muscolatura liscia vascolare, dilatando le resistenze vascolari e aumentando la capacitanza.
Comprendono diverse classi di farmaci: α1 antagonisti; farmaci che attivano i canali del K+; Ca2+ antagonisti; farmaci che rilasciano NO (nitroprussiato); Idralazina; Anti-RAAS.

Α1 BLOCCANTI
E' un gruppo di farmaci in grado di bloccare selettivamente gli α1, senza interferire con gli α2. I recettori α1 sono dei recettori che si trovano sulla superficie delle cellule muscolari lisce, sono dei recettori accoppiati ad una proteina G in grado di attivare la fosfolipasi C citoplasmatica, con conseguente produzione di DAG e IP3, i quali andranno a modulare positivamente la concentrazione intracellulare di Ca++.
I farmaci α1-antagonisti sono in grado di inibire la vasocostrizione indotta dalle catecolamine endogene; il risultato è la caduta della pressione arteriosa a causa di una diminuita resistenza periferica.
Questi farmaci sono selettivi per i recettori α1 e non interferiscono con i recettori α2.
Attraverso questo meccanismo causano vasodilatazione, riducendo la resistenza arteriolare e causando un riflesso simpatico che aumenta frequenza cardiaca e attività della renina. Possiedono effetti favorevoli sul quadro lipidico, infatti riducono i TG, il colesterolo LDL ed aumentano il colesterolo HDL.

Prazosina
La prazosina è il prototipo degli antagonisti α1-selettivi; possiede un’affinità mille volte superiore per i recettori α1 rispetto agli α2. Il farmaco, oltre agli effetti sui recettori adrenergici, sembra essere in grado di ridurre la funzione del baroriflesso nei pazienti ipertesi.
Faemacocinetica: La prazosina viene ben assorbita dopo somministrazione orale; la sua biodisponibilità è del 50-70% e viene metabolizzata specialmente a livello epatico.
La sua durata d’azione è di 7-10 ore, generalmente viene somministrata nelle ore serali, in modo da consentire al paziente di restare in posizione supina per alcune ore, in modo da minimizzare i rischi di sincope dovuti alla posizione ortostatica.

Terazosina
La terazosina è un analogo strutturale della prazosina, anche se la sua potenza è minore. La principale differenza tra i due farmaci è data dalla farmacocinetica.
Farmacocinetica:
La terazosina è più idrofilica della prazosina e possiede un’elevata biodisponibilità (>90%).
L’emivita della terazosina è di circa 12 ore e la sua durata d’azione può superare le 18 ore.

Doxazosina
La doxazosina è un altro analogo della prazosina, le differenze più rilevabili sono nella farmacocinetica.

Farmacocinetica: L’emivita della doxazosina è di circa 20 ore e la sua durata d’azione può arrivare a 36 ore, il che permette la sua somministrazione una volta al giorno. La biodisponibilità e il metabolismo di doxazosina e prazosina sono simili.

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